Raggiunto l’accordo di arbitrato sui confini con Gibuti

di , 31 Agosto 2010 16:10

Tratto da Limes 15/06/10

Dalla regione del Corno d’Africa sembra finalmente arrivare una buona notizia: Eritrea e Gibuti sono giunti ad un accordo per sottoporre ad arbitrato internazionale l’annosa disputa sul loro confine comune. Anche il segretario Ban Ki-moon ha accolto favorevolmente la volontà delle parti di raggiungere un accordo, arrivato dopo due anni di tensioni e di scontri cominciati nel 2008. La crisi però è sembrata anche essere una delle molteplici conseguenze del delicato contesto geopolitico regionale e – almeno in questo caso – della negativa eredità del periodo coloniale. L’accordo di arbitrato è stato siglato lo scorso 6 giugno dal presidente eritreo Isaias Afeworki e dal quello di Gibuti Ismail Omar Guelleh grazie alla mediazione del Qatar, e in particolare dell’Emiro Sheikh Hamad Bin Khalifa al-Thani. L’intesa è arrivata dopo due anni di tensioni e di scontri militari per il controllo di una zona di confine sul Mar Rosso conosciuta come Ras Doumeirah. Il conflitto, secondo fonti ONU, avrebbe causato in due anni la morte di circa trentacinque persone e il ferimento di diverse dozzine di soldati di ambo le parti. Tuttavia, l’area di confine tra Eritrea e Gibuti era stata già in passato al centro di una disputa tra i due paesi. Nell’aprile del 1996 infatti il governo di Gibuti, attraverso una dichiarazione ufficiale, aveva accusato l’Eritrea di aver attaccato il villaggio di Ras Doumeirah, abitato dal gruppo etnico Afar, presente non solo in Eritrea e a Gibuti, ma anche in Etiopia e Somalia settentrionale. Il governo eritreo aveva smentito l’attacco, ritirando buona parte delle truppe mobilitate sul confine e stemperando così, nel maggio dello stesso anno, i rischi di una pericolosa escalation della crisi.
Il rapporto tra la piccola repubblica di Gibuti e l’Eritrea è sempre stato caratterizzato da alti e bassi, ovvero da periodi di genuina collaborazione e di pericolose fratture diplomatiche. La guerra di confine tra Eritrea ed Etiopia del 1998-2000 e le successive tensioni tra i due paesi hanno infatti finito per influire negativamente anche nelle relazioni tra Asmara e Gibuti. Dopo gli attriti dei primi anni Novanta, grazie alla mediazione della Libia, i due paesi si riavvicinavano solo nel 2004, attraverso la firma di un accordo di cooperazione politica, economica e sociale. Tuttavia, la crisi con l’Etiopia e i successivi sviluppi del conflitto somalo hanno sempre contribuito a vanificare gli sforzi per una definitiva normalizzazione dei rapporti. Il particolare interesse dell’Etiopia nel mantenere salde le relazioni con Gibuti, data l’importanza del porto per il rifornimento dei mercati etiopici, ha di fatto mantenuto le relazioni tra l’ex colonia francese e Asmara particolarmente difficili. Le tensioni tra Eritrea e Gibuti sembrano essere anche agganciate all’eredità coloniale. Avendo raggiunto l’indipendenza rispettivamente nel 1993 e nel 1977, i due paesi rappresentano degli attori relativamente nuovi nello scenario geopolitico del Corno d’Africa. Alcuni dei problemi legati alla demarcazione dei loro confini sono dunque eredità del periodo coloniale. Lo stesso processo di delimitazione del confine eritreo-gibutino era stato infatti al centro di dispute e continue revisioni anche tra l’amministrazione coloniale italiana in Eritrea e quella francese di Gibuti. L’ultimo trattato di confine risale al 1935 (quando l’Italia acquisiva la sovranità dell’isola di Doumeirah), ma non è mai stato ratificato da nessuna delle due parti. L’unico trattato utile che delimiterebbe – seppur blandamente – il confine tra Eritrea e Gibuti resta quello siglato tra Francia e Italia nel 1900, che peraltro rimandava esplicitamente la questione del confine di Doumeirah ad un futuro accordo che, come già sottolineato, non venne mai ratificato.
L’accordo firmato lo scorso 6 giugno dovrebbe quindi riaprire una fase di distensione tra i due paesi, e si spera che possa influenzare positivamente il complesso scenario geopolitico del Corno d’Africa. Molti analisti internazionali leggono il riavvicinamento diplomatico come la diretta conseguenza delle sanzioni (http://temi.repubblica.it/limes/onu-contro-eritrea-si-alle-sanzioni/11263) approvate dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU contro l’Eritrea con la risoluzione 1907 del 23 dicembre scorso. Tuttavia, resta altrettanto vero che Asmara ha sempre preferito risolvere le sue dispute di confine attraverso linee bilaterali o demandando le questioni territoriali ad organi ritenuti super partes, come nel caso della Corte Permanente di Arbitrato dell’Aja per la disputa eritreo-yemenita sulle isole Hanish e dell’Eritrean and Ethiopian Boundary Commission per quella con l’Etiopia. * Matteo Guglielmo

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