DAL CAMPIDOGLIO OLTRE 400 CANDELE PER ‘FARE LUCE’ SUI PROFUGHI SEQUESTRATI NEL SINAI

di , 6 Febbraio 2011 00:48

1° febbraio 2011- Grande successo per la Fiaccolata promossa oggi pomeriggio a Roma, sulla Scalinata del Campidoglio da CIR; Agenzia Habeshia, A Buon Diritto e Centro Astalli: oltre 400 persone, in rappresentanza di oltre 50 associazioni, hanno partecipato all’iniziativa chiedendo la liberazione dei profughi sequestrati nel Sinai. Presenti, tra gli altri: il Presidente del CIR Savino Pezzotta e il Direttore Christopher Hein, il Presidente di A buon Diritto Luigi Manconi, il Direttore del Centro Astalli padre Giovanni La Manna, il responsabile dell’Agenzia Habeshia don Mussie Zerai, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il consigliere della Regione Lazio Isabella Rauti,l’on.le Jean Léonard Touadi, l’ex Vice Presidente del Parlamento europeo Luisa Morgantini, la portavoce dell’UNHCR Laura Boldrini. L’iniziativa è stata patrocinata da Comune e Provincia di Roma e dalla regione Lazio.

Presenti anche molti rappresentanti di enti di tutela- tra cui padre Gnesotto (Fondazione Migrantes): Miraglia (Arci), Russo (Acli), Soldini (CGIL) e Casucci UIL- e rifugiati del Corno d’Africa

Il Direttore del CIR, Christopher Hein, – si legge in una nota dell’ADN Kronos- ha sottolineato che l’intento della manifestazione era quello di “allarmare e sensibilizzare l’opinione pubblica e politica sul dramma, che ormai da piu’ di due mesi, si consuma nel Sinai. Basta con il silenzio della comunita’ internazionale”.

“Questa mattina – ha dichiarato Hein – abbiamo avuto un incontro alla Farnesina (con i sottosegretari al Ministero per gli Affari Esteri ndr) dove abbiamo potuto parlare della situazione dei sequestrati. Abbiamo parlato anche della prevenzione affinche’ nuovi profughi non entrino ancora in questa trappola. Dal governo italiano mi aspetto da una parte, che non si dimentichi del destino di queste persone e, dall’altra, che venga fatto il possibile per arrivare alla loro immediata liberazione e, una volta liberati, che vengano fatti venire in Europa”.

“Chiediamo che nei paesi di transito come Sudan e Libia sia fatto un’opera di prevenzione, affinche’ altri siano informati e scoraggiati nel fare lo stesso viaggio. La causa di tutto questo – ha sottolineato Hein – e’ anche la chiusura della frontiera europea, come nel caso dell’Italia. Il respingimento dei profughi in Libia e’ stato solo la punta dell’iceberg. Simili politiche sono state fatte anche da Spagna e Grecia, quindi non si entra piu’ in Europa cosi’ le persone sono costrette a questo tipo di viaggi”.

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