Operazione umanitaria trasferisce da Tripoli in Italia 58 eritrei

di , 10 Marzo 2011 23:24

Wednesday, March 9, 2011, di don Mussie Zerai – Presidente dell’Agenzia Habeshia per la Cooperazione allo Sviluppo

Roma, 9 marzo 2011. Con un’operazione umanitaria coordinata dall’ambasciata italiana di Tripoli insieme al CIR, a don Mussie Zerai – presidente dell’A.H.C.S – e al vescovo cattolico della capitale libica Giovanni Martinelli, ieri sera sono stati trasferiti in Italia da Tripoli 58 eritrei, 27 dei quali minori.

Un C130 dell’Aeronautica militare italiana è atterrato ieri sera poco prima delle 21 sulla pista dell’aeroporto Pitagora di Sant’Anna (Crotone). L’accoglienza e identificazione dei 21 nuclei familiari, con alcuni bambini in fasce, sono state effettuate sotto il coordinamento del dirigente dell’Ufficio stranieri della questura Maria Antonia Spartà.

Le operazioni di identificazione sono state veloci perchè i 58 profughi, tutti richiedenti asilo politico, sono arrivati muniti di un lasciapassare rilasciato dall’ambasciata italiana a Tripoli e dal UNHCR. All’interno del C130, ad accompagnare le famiglie di eritrei c’erano due funzionari della Farnesina che indossavano le casacche dell’Unità di crisi italiana in Libia. Il gruppo di eritrei arrivati ieri sera fa parte della piccola comunità di duemila profughi che si trova a Tripoli, sotto la protezione dell’arcivescovo Giovanni Martinelli, che ha lanciato ripetuti appelli alla comunità internazionale chiedendo un intervento per l’evacuazione umanitaria dal suolo libico di quei 2000 rifugiati che versano in una situazione difficilissima.

Indipendentemente dall’evoluzione della situazione a Tripoli gli eritrei, che non hanno permesso di soggiorno in Libia, sono colpiti da un grave dramma umanitario: gli insorti li perseguitano additandoli quali “mercenari di Gheddafi”, mentre i militari del colonnello impediscono loro di lasciare il paese. I buoni rapporti di monsignor Martinelli con il raìs hanno tutelato gli eritrei fino a oggi, ma i tempi stanno cambiando a un ritmo incontrollato. La settimana scorsa il presidente del Cir Savino Pezzotta aveva lanciato un appello all’Italia e agli altri stati membri del’Unione europea perché attuassero azioni per la tutela e il reinsediamento dei profughi africani in Libia.

L’operazione umanitaria italiano a Tripoli crea un importante precedente, che si auspica sia imitata da altre nazioni. Domani mattina dalle 10 manifesterà in Piazza dei Santi Apostoli a Roma una rappresentanza di rifugiati eritrei in Italia, per chiedere l’evacuazione di tutti profughi rimasti intrappolati in Libia. I rifugiati chiedono all’Unione Europea di seguire l’esempio italiano e mettere a disposizione quote per procedere all’evacuazione tempestiva e al trasferimento dei circa 2000 profughi da Tripoli in Europa.

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