L’odissea infinita degli ostaggi Eritrei ed Etiopi nel Sinai

di , 12 Maggio 2011 22:56

Questa mattina mi hanno chiamato dal Sinai i tre gruppi di ostaggi; raccontano il loro dramma di persone tenute in condizioni di schiavitù, costrette a contattare parenti e amici chiedendo aiuto in denaro, per pagare il riscatto ai predoni che li tengono in ostaggio.

E’ da Novembre 2010 che facciamo appello alla Comunità Internazionale, in particolare alla Comunità Europea per il suo rapporto privilegiato e di vicinanza geografica con l’Egitto, Israele, Palestina, affinché chieda a questi paesi di impegnarsi con rigore nella lotta contro il traffico di esseri umani, fiorente nei territori di confine di questi paesi. In questi mesi decine di ostaggi hanno perso la vita nel Sinai per mano dei predoni, chiediamo che il Parlamento Europeo faccia pressione sui governi della regione per ottenere la liberazione di questi ostaggi e mettere la parola fine al traffico di esseri umani.
Il capobanda si fa chiamare Aba Abdella, che teneva in ostaggio un gruppo di 35 persone, 17 delle quali sono state vendute ad un altro gruppo. Aba Abdella ha due fratelli giovanissimi: uno si fa chiamare Yesuf e tiene in ostaggio 16 persone; due di queste sono morte: un eritreo di 24 anni morto 9 giorni fa, sotto tortura con delle scariche elettriche, l’altro ragazzo etiope di 27 anni, morto ieri pomeriggio verso le ore 15.00 a seguito di torture subite nei giorni precedenti. In queste ore sono in pericolo di vita altri due ragazzi. Il più giovane tra gli ostaggi è un ragazzino di 13 anni.
L’altro predone si fa chiamare Yasir: tiene in ostaggio 15 persone, tra cui due minorenni; le condizioni di detenzione sono simili: torture per costringere gli ostaggi a chiamare parenti e amici per pagare il riscatto.

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