Gabriele Del Grande a Prato con il suo “Io Sto con la sposa”.

di , 26 Novembre 2014 00:03

 

Questa estate abbiamo saputo che Gabriele del Grande stava lavorando a questo incredibile progetto e raccoglieva finanziamenti per realizzarlo, ne abbiamo parlato, e abbiamo deciso di sostenerlo con una cifra ragguardevole, siamo diventati uno dei 2000 produttori di questo film.  E ora ci siamo, il primo dicembre al Terminale, presenteremo  il film insieme a Gabriele e la Sposa Tasneem, l’evento è stato organizzate anche da altre associazioni che hanno creduto in questo progetto. Non mancate!

Sotto trovate un po’ di informazioni sul film e sul progetto.

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Il film-caso 

Presentato fuori Concorso nella Sezione Orizzonti, alla 71a Mostra del Cinema di Venezia, il film, con un ottimo riscontro da parte della critica, si è aggiudicato tre importanti premi collaterali: il Premio FEDIC, il premio HRNs – Human Rights Nights Award per il Cinema dei Diritti Umani e il Premio di critica sociale Sorriso diverso Venezia 2014. Divenuto un film manifesto sul valore dell’accoglienza e della difesa dei diritti dei migranti, Io sto con la sposa aveva già fatto parlare di sé quando era ancora in fase di produzione. Nell’epoca dei film ad alto bugdet e delle case di produzioni multimilionarie, questa pellicola è stata infatti realizzata grazie a un’incredibile campagna di crowdfunding che, partita lo scorso 19 maggio, in soli 60 giorni ha raccolto 100mila euro con il contributo di 2.617 piccoli produttori, diventando il maggiore crowdfunding nella storia del cinema italiano e uno dei più importanti a livello internazionale nell’ambito dei film-documentario.

La storia
Un poeta palestinese siriano e un giornalista italiano incontrano a Milano cinque palestinesi e siriani sbarcati a Lampedusa in fuga dalla guerra, e decidono di aiutarli a proseguire il loro viaggio clandestino verso la Svezia. Per evitare di essere arrestati come contrabbandieri, decidono però di mettere in scena un finto matrimonio coinvolgendo un’amica palestinese, che si travestirà da sposa, e una decina di amici italiani e siriani che si travestiranno da invitati. Così mascherati, attraverseranno mezza Europa, in un viaggio di quattro giorni e tremila chilometri. Un viaggio carico di emozioni che oltre a raccontare le storie e i sogni dei cinque palestinesi e siriani in fuga e dei loro speciali contrabbandieri, mostra un’Europa sconosciuta, transnazionale, solidale e goliardica che riesce a farsi beffa delle leggi e dei controlli della Fortezza con una mascherata che ha dell’incredibile, ma che altro non è che il racconto in presa diretta diuna storia realmente accaduta sulla strada da Milano a Stoccolma tra il 14 e il 18 novembre 2013.

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