Resoconto cena a Tavola

di , 27 settembre 2010 21:58

Nonostante il freddo la serata è stata piacevole, quindi io ringrazierei il gruppo della Parrocchia di Tavola per la disponibilità della serata, per quello che è ormai un appuntamento fisso di convivialità ed incontro, oltre che di raccolta fondi. Un grazie anche a tutti coloro che hanno partecipato, soprattutto alle famiglie di Tavola.

Per quanto riguarda “i fondi”, ieri sera c’è stata una nuova serata per l’Eritrea, il gruppo parrocchiale ha stabilito per quest’anno di dare un contributo a fine anno alle varie associazioni che hanno chiesto una serata in

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parti uguali, non penalizzando chi magari ha avuto serate fredde, poco partecipate, in contemporanea alle partite e quindi con partecipazioni minori delle aspettative.

Elena

Mobilitazione nazionale per la liberazione dei profughi deportati nel deserto libico

di , 8 luglio 2010 22:47

Mobilitazione nazionale per la liberazione dei profughi deportati nel deserto libico
8 LUGLIO
ROMA
dalle 18.30 davanti all’Ambasciata Libica in Via Nomentana 365  (altezza Via Asmara)
NAPOLI dalle 19.00 in Piazza Bellini
9 LUGLIO
in tutta Italia davanti alle Prefetture

Portiamo tutti una candela davanti all’Ambasciata Libica e manifestiamo davanti alle Prefetture
UNA LUCE PER LA DIGNITA’
Libertà e diritto d’asilo per 250 profughi eritrei deportati nel deserto Libico.
Fermiamo le violenze della polizia libica contro i migranti.
Rivediamo gli accordi Italia – Libia e fermiamo la politica dei respingimenti.

Agenzia Habesha
Come un uomo sulla terra (Asinitas e ZaLab)
Fortress Europe
Melting Pot
Stalker – Primavera Romana
Welcome! Indietro non si torna

All’iniziativa dell’8 luglio di fronte all’Ambasciata della Libia aderisce anche la Sezione Italiana di Amnesty International.

per info e adesioni:
unaluceperladignita@gmail.com
http://comeunuomosullaterra.blogspot.com
http://fortresseurope.blogspot.com
http://www.meltingpot.org/

Eritrea, per Rsf è “più grande prigione per i media” in Africa

di , 14 maggio 2010 23:25

lunedì 3 maggio 2010 17:06

di Jeremy Clarke

NAIROBI (Reuters) – Il presidente Isaias Afwerki ha trasformato dal 2001 l’Eritrea nella “più grande prigione per i media”, e quattro giornalisti sono morti in prigionia, secondo Reporters Senza Frontiere. In Eritrea, che Rsf classifica come il paese che viola maggiormente la libertà di stampa nel mondo, non è permessa l’esistenza di media indipendenti, e i giornali e le televisioni statali non pubblicano notizie in qualche modo critiche del governo e delle sue politiche. Il governo eritreo ha recentemente definito la libertà di stampa “incompatibile” con la cultura eritrea, anche perché lo scorso anno il presidente Isaias ha detto che nessun eritreo dovrebbe voler attaccare il suo stesso paese o avere la necessità di farlo. “Circa 30 giornalisti sono detenuti nei suoi 314 campi di prigionia e centri di detenzione. Quattro di loro sono morti per le condizioni estremamente dure di queste prigioni. Altri sono semplicemente scomparsi”, ha detto Rsf in un comunicato. “Governata col pugno di ferro da una cricca di ultranazionalisti che fa capo a Afeworki, questo paese del Mar Rosso è stato trasformato in pochi anni in una grande prigione all’aperto, la più grande prigione per i media in Africa”. L’Eritrea nega la presenza di campi di prigionia in aree del paese che sono precluse agli osservatori internazionali, e sostiene che i gruppi per i diritti umani inventino statistiche e aneddoti per favorire propri interessi economici in Africa. Rsf sostiene che i basilari diritti di libertà di stampa sono stati ufficialmente sospesi nel 2001, dopo che alcuni ex membri del partito al governo hanno iniziato a chiedere maggiore democrazia. “Ogni accenno di opposizione è visto come una minaccia alla sicurezza nazionale. I media privati non esistono più. Ci sono solo media di stato il cui contenuto è peggiore dell’era sovietica”. Secondo quanto riportato lo scorso mese dai media svedesi, le autorità eritree hanno promesso un processo ad uno dei giornalisti arrestati nel 2001, il cittadino eritreo-svedese Dawit Isaak. Diversi gruppi umanitari e alcuni partiti di opposizione in Europa hanno chiesto la sospensione degli aiuti al paese africano. L’Eritrea è al culmine di un periodo di forte estrazione aurifera, con circa 16 diverse società che operano nello stato. (Reuters)

Per gli abitanti di Hagaz, telefonini e presto anche l’acqua potabile

di , 27 maggio 2009 22:50

La notizia della settimana

Per gli abitanti di Hagaz, telefonini e presto anche l’acqua potabile

Da qualche giorno gli abitanti della città di Hagaz, capoluogo dell’omonimo distretto a nord di Asmara, possono usare i telefoni cellulari. Lo riferisce ‘Shabait’, agenzia di informazione governativa: “In precedenza – scrive ‘Shabait’ – gli abitanti non disponevano di linee di telefonia mobile ed erano costretti a raggiungere Keren, località a 24 chilometri di distanza, per poter accedere al servizio, con notevole dispendio di tempo e denaro”. Oltre alla copertura dell’area con le antenne che consentono le comunicazioni, la principale compagnia telefonica del paese ha costruito un nuovo edificio dove sono in vendita le schede per ricaricare i cellulari. Una notizia positiva per gli abitanti di Hagaz insieme a un progetto di tutt’altro tipo che riguarda la costruzione di una piccola diga nella vicina Harestai; una volta terminati i lavori – completati per il 70% – la diga avrà una capacità di 65.000 metri cubi d’acqua sufficienti per sopperire ai bisogni di acqua potabile della popolazione locale. Un ulteriore fattore di progresso che, insieme con i telefonini, potrà contribuire a risollevare l’economia e le condizioni di vita di questa zona del Corno d’Africa

Gruppo Missionario Shaleku - via di Gherardo, 16 Prato

per eventuali donazioni: BANCA POPOLARE ETICA - Filiale di Firenze -EU IBAN: IT45 G050 1802 8000 0000 0120 997