Respingimenti in Libia: Italia condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo

di , 23 febbraio 2012 22:56

Strasburgo, 23 febbraio 2012.

Respingimenti di profughi verso la Libia: l’Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. In particolare nel caso Hirsi, relativo a 24 profughi rintracciati dal Cir (Comitato italiano per i rifugiati) in Libia dopo il respingimento di un natante con 200 migranti subsahariani a bordo, e verificatosi nel 2009, l’Italia non ha rispettato l’articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, che condanna la tortura e i trattamenti inumani e degradanti. Ecco la dichiarazione a caldo di Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati: “Si tratta della più importante sentenza della corte di Strasburgo riguardante i respingimenti attuati dall’italia verso la libia, a seguito degli accordi bilaterali e del trattato di amicizia italo-libico siglati dal precedente governo Berlusconi. E’ una sentenza storica il verdetto sulla prima operazione di respingimento fatta dall’italia. Vieterà in modo definitivo e inderogabile le operazioni di respingimento di migranti intercettati o soccorsi anche in acque internazionali. La pronuncia della corte marca così un principio fondamentale di cui anche l’attuale governo non potrà non tenere conto nel rinegoziare gli accordi di cooperazione con il governo di transizione libico”. La Corte ha inoltre stabilito che l’Italia ha violato il divieto alle espulsioni di massa, nonché il diritto riconosciuto alle vittime di tali procedure di fare ricorso presso i tribunali italiani. Il nostro paese è stato condannato a versare un risarcimento di 15mila euro più le spese a 22 delle 24 vittime, mentre due ricorsi non sono stati giudicati ammissibili.

La lettera del Capo dello Stato sull’assuefazione alle tragedie dei migranti

di , 6 giugno 2011 10:55

Napolitano: «Occorre stroncare questo traffico e prevenire i viaggi della morte» Prosegui la lettura 'La lettera del Capo dello Stato sull’assuefazione alle tragedie dei migranti'»

L’assuefazione per quei morti

di , 6 giugno 2011 10:52

L’abitudine alle sciagure che colpiscono i profughi accresce la distanza tra chi soffre e noi

Su alcuni giornali, duecento morti o dispersi in mare come quelli dell’altro ieri, in una fuga della disperazione, non finiscono neppure più in prima pagina, scivolano in quelle seguenti fra le notizie certo rilevanti ma non eclatanti. Per sciagure analoghe, solo qualche anno fa pure un presidente del Consiglio si commuoveva o almeno sentiva il dovere di commuoversi pubblicamente. Le tragedie odierne dei profughi in cerca di salvezza o di una sopravvivenza meno miserabile che periscono, spesso anonimi e ignoti, in mare non sono meno dolorose, ma non sono più un’eccezione sia pur frequente, bensì una regola.

Diventano quindi una cronaca consueta, cui si è fatto il callo, che quasi ci si attende già prima di aprire il giornale e che dunque non scandalizza e non turba più, non desta più emozioni collettive.

Questa assuefazione che conduce all’indifferenza è certo inquietante e accresce l’incolmabile distanza tra chi soffre o muore, in quell’attimo sempre solo, come quei fuggiaschi inghiottiti dai gorghi, e gli altri, tutti o quasi tutti gli altri, che per continuare a vivere non possono essere troppo assorbiti da quei gorghi che trascinano a fondo. È giusto ma è anche facile accusarci di questa insensibilità, che riguarda pure me stesso mentre sto scrivendo queste righe e tutti o quasi tutti coloro che eventualmente le leggeranno.

Diversamente da altri casi, in cui l’indifferenza o la livida ostilità si accaniscono sullo straniero, sul miserabile, su chi ci è etnicamente o socialmente diverso, in questa circostanza la nostra insensibilità non nasce dalla provenienza e dall’identità a noi ostica di quelli annegati. Nasce dalla ripetizione di quei drammi e dall’inevitabile assuefazione che ne deriva. Anche se, per sciagurate ipotesi, ogni giorno le cronache dovessero riportare notizie di soldati italiani caduti in Afghanistan, la reazione, dopo un certo tempo, si tingerebbe di stanca abitudine. Pure atroci delitti di mafia vengono a poco a poco vissuti come una consuetudine.

Non si può sopravvivere emozionandosi per tutte le sventure che colpiscono i nostri fratelli nel mondo; pure la commozione per qualche delitto particolarmente raccapricciante, ad esempio l’efferata uccisione di un bambino, dopo un certo tempo orribilmente si placa; la notizia è stata assorbita, non scuote più l’ordine del mondo né il cuore. L’assuefazione – alla droga, alla guerra, alla violenza – è la regina del mondo. «Bisogna pur vivere – si dice in un romanzo di Bernanos – ed è questa la cosa più orribile».

Forse una delle più grandi miserie della condizione umana consiste nel fatto che perfino il cumulo di dolori e disgrazie, oltre una certa soglia, non sconvolge più; se annuncio la morte di un parente, incontro una compunta comprensione, ma se subito dopo ne annuncio un’altra e poi un’altra ancora rischio addirittura il ridicolo. Proprio per questo – perché, a differenza di Cristo, non possiamo veramente soffrire per tutti, così come non ci rattrista la lettura degli annunci mortuari nei giornali – non possiamo affidarci solo al sentimento per essere vicini agli altri. Il nostro sentimento, comprensibilmente, ci fa piangere per un amico che amiamo e non per uno sconosciuto, ma dobbiamo sapere – non astrattamente, ma realmente, con la comprensione di tutta la nostra persona – che uomini da noi mai visti e non concretamente amati sono altrettanto reali.

Sta qui la differenza tra il pensiero reazionario e la democrazia. Il reazionario facilmente irride l’umanità astratta e l’astratto amore ideologico per il genere umano, perché sa amare il proprio compagno di scuola, ma non sa veramente capire che anche compagni di scuola di persone a lui ignote sono altrettanto reali; non astrazioni ma carne e sangue. La democrazia – schernita come fredda e ideologica – è invece concretamente poetica, perché sa mettersi nella pelle degli altri, come Tolstoj in quella di Anna Karenina, e dunque pure in quella di quei naufraghi in fondo al mare.

Claudio Magris

Corriere della Sera 04 giugno 2011

Bisogna ardere dell’ansia di elevare il povero a un livello superiore

di , 14 aprile 2011 22:12

Bisogna avere le idee chiare in fatto di problemi sociali e politici, non bisogna essere interclassisti, ma schierati, bisogna ardere dell’ansia di elevare il povero a un livello superiore, non dico a un livello pari a quello dell’attuale classe dirigente, ma superiore, più da uomo, più spirituale più cristiano, più tutto’.

don Lorenzo Milani

Cammino Quaresimale 2011

di , 18 marzo 2011 23:30

Come Gruppo Shaleku proponiamo ai Soci ed agli Amici un cammino di preparazione per la S. Pasqua 2011.

Se cliccate qui potere scaricare un pieghevole con una preghiera per ogni giorno della settimana.

Inoltre proponiamo il libro “Cercatori del regno” di Francesco Gesualdi (Emi): è il testo che abbiamo deciso di utilizzare nel cammino di preparazione alla Pasqua. Ogni giorno ci accompagneranno i brani della Bibbia e la riflessione di Francesco Gesualdi.

Come è scritto nella presentazione del libro:

“Cercare il Regno e la sua giustizia” è dunque il grande compito di qualsiasi discepolo, un compito che investe ogni dimensione della sua vita.

Perché il Regno, in fondo, è Gesù Cristo.

Un Cristo da riconoscere, e da rendere riconoscibile, nel nostro ambiente di vita, nella società, nella cultura, nelle relazioni centro/periferia. Nel Creato.

La Quaresima è un tempo in cui tale ricerca si fa più consapevole, più attenta, sulle tracce che ci ha lasciato Gesù: con il suo messaggio e pagando di persona.

Vi auguriamo un buon cammino di preparazione alla S. Pasqua!

AVVISO DI CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI

di , 12 marzo 2011 23:27
A tutti i Soci
LORO INDIRIZZI
 Carissimi Soci,

l’Assemblea ordinaria dei soci dell’Associazione di Volontariato “Gruppo Missionario Shaleku” onlus si terrà in prima convocazione il giorno Domenica 3 Aprile, alle ore 12.00, ed in seconda convocazione, per il giorno stesso, alle ore 17.00, presso i locali della Parrocchia di S. Martino a Vergaio, via di Vergaio 14, a Prato (PO), per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:

1. Aggiornamento sui progetti, sulle attività svolte e quelle programmata

2. Programma generale della attività per l’anno 2011-2012

3. Approvazione bilancio

4. Comunicazione ammissione nuovi soci

5. Varie ed eventuali

Crediamo

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infatti che la ricchezza del nostro agire sia proporzionale al contributo che ognuno di noi riesce a portare, per questo è importantissima la vostra presenza.

Qualora siate impossibilitati a partecipare vi prego di farvi rappresentare da una persona di vostra fiducia, purché munita di apposita delega scritta (in allegato).

Un caro saluto,

il Presidente

Luca Tofani

Prendete il calendario e segnate…

di , 23 febbraio 2011 23:59

Vi confermiamo che il 27 febbraio ci vediamo con Don Marco Natali a Canneto alle 17:30,  puntuali!! (lui è puntualissimo), inoltre insieme al direttivo abbiamo rivisto il calendario che sarà il seguente:

20 marzo 2011 riunione

03 aprile 2011 : ASSEMBLEA

16-17 aprile 2011:  siamo impegnati nelle parrocchie a sostenere la quaresima di carità

30 aprile- 1° maggio 2011 uscita di due giorni

29 maggio 2011 riunione

18 giugno 2011: uscita a Pisa

La Commissione Formazione

BUON NATALE!

di , 23 dicembre 2010 01:03

E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi una mano.
E’ Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società.
E’ Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.

Beata Madre Teresa di Calcutta
_____________________________________
BUON NATALE A TUTTI!
Luca, Tina, Andrea, Monica, Stefano L., Stefano M. P.
(il Consiglio Direttivo)


Attenzione!! Cambio nel programma di incontri

di , 12 novembre 2010 23:29

La riunione di domenica 14 novembre è stata spostata al 21 novembre, nella sala parrocchiale di Vergaio, alle 17.

La giornata di preparazione al Natale è stata spostata dal 5 dicembre al 12 dicembre nello stesso luogo e con gli stessi orari

Il ragazzo che conta i clandestini

di , 29 ottobre 2010 22:57

Il ragazzo che conta i clandestini.

Articolo su Gabriele del Grande

Gruppo Missionario Shaleku - via di Gherardo, 16 Prato

per eventuali donazioni: BANCA POPOLARE ETICA - Filiale di Firenze -EU IBAN: IT45 G050 1802 8000 0000 0120 997